I disturbi che affliggono le reti elettriche si possono generalmente suddividere e classificare in base alla rapidità del disturbo stesso, ossia in base alla frequenza propria e alla loro modalità di propagazione.

Le emissioni a bassa frequenza (f ≤ 10 kHz) si propagano per lo più in maniera condotta, viaggiando attraverso la rete elettrica lungo i conduttori e i componenti della rete stessa; le emissioni ad alta frequenza (10 kHz ≤ f ≤ GHz) si propagano per lo più in maniera irradiata, viaggiando quindi anche attraverso lo spazio, senza bisogno di un supporto fisico. Non è escluso, ad ogni modo, che fenomeni a bassa frequenza possano venire trasmessi in maniera irradiata o che fenomeni ad alta frequenza possano venire trasmessi in maniera condotta. Le emissioni disturbanti di tipo irradiato non saranno considerate, in questa sede.

I disturbi condotti che interessano le reti elettriche di potenza si possono considerare come degli eventi che modificano un certo regime permanente preesistente, caratterizzato essenzialmente, per ogni nodo di rete, da precise grandezze elettriche quali:

-   frequenza;

-   ampiezza dell'onda fondamentale di tensione;

-   contenuto armonico (forma d'onda);

-   correlazione di fase tra le varie tensioni nel caso di un sistema polifase.

Da un punto di vista teorico, la singola perturbazione si potrebbe schematizzare come un particolare segnale "F(t)" inserito in un certo nodo della rete e studiare la sua propagazione tramite la teoria delle reti, con una correlazione tra le grandezze ai nodi con particolari matrici rappresentative degli elementi passivi della rete. Nella pratica, un simile modo di procedere è però di difficile applicazione in quanto non tutti gli eventi perturbatori si prestano alla rappresentazione con una funzione nota applicabile ad un nodo, tanto che in certi casi il segnale perturbante è a sua volta funzione delle grandezze preesistenti sulla rete (per es. l'inserzione in rete di carichi non lineari) e inoltre la molteplicità di azioni concomitanti che avvengono sulla rete (simultanea inserzione e disinserzione di carichi in punti diversi della rete; simultanea variazione delle grandezze assorbite; eventi accidentali; ecc.) rende impraticabile un modello che tenga conto delle molte correlazioni esistenti tra più perturbazioni impresse in punti diversi e in tempi uguali o poco diversi, quando cioè l'effetto di un evento non si è ancora esaurito.

Tra le molte classificazioni possibili si sceglie solitamente quella di ricondurre i disturbi a eventi che modificano le caratteristiche del sistema di tensioni idealmente attese dall'utenza: onde sinusoidali di frequenza e ampiezza costanti sfasate tra loro di 2/3 π.

Ai fini dell'utenza è inoltre di interesse la ripetitività attesa dell'evento sulla rete: del tutto casuale nel caso di interruzioni e disservizi prodotti da guasti, effetti climatici, cedimenti meccanici o altro, oppure con carattere di relativa sistematicità, tale cioè da protrarre la sua presenza in rete per un tempo relativamente grande in relazione ai tempi propri del processo per disturbi come armoniche, fluttuazioni di tensione, dissimmetrie nelle tensioni, ecc..